Mostre / Esperienza

Leonardo racconta il Cenacolo.Attraverso gli occhi di Leonardo.

Un capolavoro immobile diventa un’esperienza da attraversare, guidata dalla voce e dallo sguardo di Leonardo.

Ruolo di Amalart · Ideazione e sviluppo, progettazione dell’esperienza, produzione dei contenuti e realizzazione nelle due sedi.

Il progetto
Il personaggio di Leonardo racconta il Cenacolo su un grande schermo davanti al pubblico
Leonardo introduce il visitatore alla lettura del Cenacolo. Sala Barozzi, Milano, 2015. Fotografia fornita da Amalart.
La scelta curatoriale

Prima di spiegare il Cenacolo, entrare nello sguardo di chi lo ha immaginato.

Il Cenacolo con l’indicazione delle dimensioni originali dell’opera
Il Cenacolo viene restituito nelle sue dimensioni e nel rapporto con il refettorio per il quale fu dipinto. Fotogramma del progetto multimediale.
01 / PUNTO DI PARTENZA

Un’opera che non può muoversi.

Il Cenacolo è legato alla parete di Santa Maria delle Grazie e la sua fragilità impone un accesso limitato. Nel 2015, mentre Milano accoglieva il pubblico internazionale di Expo, il progetto nasce per avvicinare all’opera chi non avrebbe potuto incontrarla nel luogo originale, senza confondere l’esperienza con la visita al dipinto.

02 / SCELTA PROGETTUALE

Leonardo racconta Leonardo.

La spiegazione lascia il posto a una narrazione in prima persona. Leonardo accompagna il visitatore dentro la composizione, osserva i gesti e le espressioni degli apostoli, racconta la tecnica e il processo creativo. Il film, disponibile in otto lingue, costruisce un rapporto diretto con pubblici diversi.

03 / ESPERIENZA

Ricostruire il rapporto fra opera e luogo.

La proiezione ad alta definizione restituisce il Cenacolo in scala reale e nei colori emersi dal restauro. Sulla parete opposta compare la Crocifissione di Giovanni Donato Montorfano, come nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Immagine, voce, suono e spazio riportano l’opera nella relazione per cui era stata pensata.

Approfondimento curatoriale

Lo sguardo come forma del racconto.

Per Leonardo l’occhio è uno strumento di conoscenza: osservare significa misurare, comprendere e immaginare. Il progetto assume questa idea come dispositivo narrativo. Il pubblico non guarda una successione di immagini; segue il modo in cui Leonardo costruisce e interroga ciò che vede.

LA VOCE

La prima persona.

Leonardo non è un’icona introdotta da altri. Diventa il narratore e mette in relazione il proprio pensiero con le scelte presenti nell’opera.

I GESTI

Un istante che si propaga.

La frase di Cristo attraversa la tavola come un movimento. Le mani, gli sguardi e le posture permettono di leggere le reazioni dei personaggi e la costruzione drammatica della scena.

IL LUOGO

Il dipinto torna nel refettorio.

Le dimensioni, la disposizione delle pareti e la presenza del tavolo ricordano che il Cenacolo nasce per uno spazio conviviale. La ricostruzione non sostituisce l’originale: rende leggibile il legame tra opera, architettura e funzione.

L’INCONTRO

Condividere la tavola.

Il percorso si apre a cene, musica e incontri. La convivialità non è una cornice aggiunta: riprende la funzione originaria del refettorio e trasforma il racconto in un’esperienza condivisa.

1:1La scala della riproduzione del Cenacolo
8Le lingue del film dedicato all’opera
2Le sedi milanesi del progetto nel 2015
Due sedi

Dalla città a Expo.

La stessa idea assume forme diverse nei due contesti. In via Vivaio è una mostra aperta alla città; a Expo incontra visitatori internazionali, scuole e rappresentanti dei padiglioni, diventando anche uno spazio di relazione.

Riproduzione del Cenacolo nello spazio Alessandro Rosso Group a Expo Milano 2015
Il Cenacolo nello spazio multimediale del Padiglione Alessandro Rosso Group, Expo Milano 2015.
Un gruppo di bambini assiste al progetto dedicato al Cenacolo a Expo Milano 2015
Il pubblico dei più giovani durante una delle attività a Expo.

Sala Barozzi.

All’Istituto dei Ciechi di Milano il progetto ricostruisce il refettorio e ospita il percorso multimediale, gli incontri e le esperienze conviviali rivolte al pubblico della città e ai visitatori arrivati per Expo.

Expo Milano 2015.

Nello spazio Alessandro Rosso Group la riproduzione, il film e le attività educative portano il racconto dentro l’Esposizione Universale. Le cene con i direttori dei padiglioni aggiungono al progetto una dimensione internazionale e istituzionale.

L’evoluzione

Da un’opera a un museo.

Nel 2015 lo sguardo di Leonardo guida il pubblico dentro un solo capolavoro. Negli anni successivi Amalart sviluppa lo stesso principio per raccontare la sua vita, le opere, le macchine e il rapporto tra arte e scienza.

Questa ricerca è oggi sviluppata in una forma permanente nel Museo Leonardo da Vinci di Sanya, attualmente in realizzazione: un progetto museale che amplia l’esperienza e la costruisce per un nuovo contesto culturale.

MILANO · 2015Leonardo racconta il Cenacolo
SANYA · IN REALIZZAZIONEMuseo Leonardo da Vinci
Scopri la presenza a Sanya

Il lavoro e le collaborazioni

Amalart
Ideazione e sviluppo del progetto, progettazione dell’esperienza, produzione dei contenuti e realizzazione nelle due sedi.
Partnership
Le Mappe dei Tesori d’Italia.
Sedi 2015
Sala Barozzi, Istituto dei Ciechi di Milano; spazio multimediale del Padiglione Alessandro Rosso Group, Expo Milano 2015.
Materiali visivi
Fotografie e fotogrammi forniti da Amalart.

Un patrimonio da guardare con occhi nuovi.

Un’opera, un autore o un contenuto da tradurre in esperienza. Il primo confronto serve a capire quale racconto e quale forma possono avvicinarlo a un nuovo pubblico.

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